VEGEA, CON H&M FOUNDATION, TRA I PROTAGONISTI DEL TEXTILE EXCHANGE A WASHINGTON DC

Dal 9 al 13 Ottobre 2017, si è tenuta a Washington l’annuale conferenza mondiale organizzata da Textile Exchange.

Textile Exchange, fondata nel 2002 , è una organizzazione globale senza scopo di lucro che lavora a stretto contatto con i suoi membri per guidare la trasformazione dell’industria tessile verso pratiche più responsabili che minimizzino gli impatti nocivi sulle acque, l’aria, gli animali e la popolazione, infondendo conoscenze e strumentazioni di cui il settore necessita per fare passi in avanti nei seguenti nuclei tematici: Fibre e Materiali, Integrità e Standards e Network di Fornitura.

Si è trattato dell’edizione che ad oggi ha avuto maggiore successo, con oltre 500 partecipanti da 37 paesi diversi e 328 aziende presenti.

Un movimento crescente di aziende ha iniziato a definire cosa significhi restituire alla società e all’ambiente più di quanto gli sottraiamo. Un approccio sostenibile del genere richiede una trasformazione dei modelli di business, nuovi partenariati e strategie di lungo termine che siano in grado di ispirare nuovi modi di pensare per lo sviluppo di innovazioni.

Durante la conferenza, Gianpiero Tessitore, owner di Vegea, ha spiegato quanto l’azienda sia entusiasta nei confronti delle possibilità che le fibre biosintetiche offrono, nei termini di una riduzione della dipendenza dal petrolio da parte dell’industria tessile. Come brand, Vegea si impegna ad essere uno stimolo per le altre aziende volto a massimizzare una tale possibilità, tracciando un percorso in cui I biosintetici hanno il potenziale di essere il più grande punto di svolta all’interno dell’industria tessile.

“Ad oggi, I biosintetici rappresentano un’area emergente per l’industria tessile, che Textile Exchange guarda con grande interesse. Stiamo cercando soluzioni per ridurre la dipendenza da risorse fossili e le emissioni di carbonio. Le fibre ricavate da biopolimeri hanno un enome potenziale”.  “Molti membri del Textile Exchange sono incuriositi dalle tecnologie, ma si stanno facendo domande sulle soluzioni sostenibili che I biosintetici possono offrire. Il nostro gruppo è uno strumento di comunicazione del grande potenziale dei biosintetici e del loro collegamento con la Bioeconomia, che allo stesso tempo mostra le difficoltà legate al loro attuale stadio di sviluppo e scalabilità” ha detto Liesl Truscott, Direttrice Strategia dei Materiali, Textile Exchange.